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Fino a qualche anno fa, lo step da palestra era considerato la novità in fatto di fitness mentre oggi è spesso difficile, nei centri sportivi, aggregare il numero minimo di
partecipanti per completare una lezione. In ogni caso, lo step è destinato ad essere soppiantato molto presto dal Bosu, una pedana instabile per un allenamento con caratteristiche simili a quelle dello step ma molto altro ancora. La nuova pedana è oggi presente in quasi tutti i centri fitness americani, a partire da quelli appartenenti alla catena Equinox, ed entro breve tempo farà il suo ingresso in tutte le palestre del mondo soppiantando il suo progenitore.
Orari: Lunedi – Mercoledi – Venerdi ore 14.15 Studio 1 Centro sportivo Babel
Istruttore: Massimiliano Pernici
Presentazione
Oltre a consentire tutti i movimenti eseguibili sullo step, il Bosu ne aggiunge degli altri legati all’equilibrio, alla coordinazione e alla propriocettività.
Il termine significa Both Sides Up e si tratta di una pedana di forma circolare del diametro di circa 60 cm. Un lato poggia stabilmente a terra mentre l’altro è sormontato da una cupola di gomma morbida che rende l’appoggio instabile. Può essere usata con la parte in gomma rivolta in alto, in questo caso il corpo poggia su una superficie morbida in modo da smorzare i microtraumi classici dello step, oppure con la parte piatta rivolta in alto, la pedana poggia in maniera precaria sul terreno favorendo tutti quei movimenti di equilibrio e postura.
L’invenzione si deve all’americano Douglas Brooks. In un certo senso, l’attrezzo eredita dallo step tutti quei movimenti di aerobica utili soprattutto per rinforzare cosce e glutei (ottimo, in questo senso, per l’utenza femminile) e dalle tavolette instabili tipo Freeman/Wike gli esercizi classici dei protocolli riabilitativi che esaltano le caratteristiche di equilibrio, propriocettività e sensibilità neuro-muscolare. In effetti, uno dei punti di forza del Bosu è proprio la versatilità. È in grado di accontentare utenti di ogni tipo, partendo da quelli più affezionati alle attività aerobiche ad alto impatto sino ad arrivare a quelli che vedono nelle ginnastiche di qualità tipo quelle propriocettive, posturali e Pilates la giusta soluzione a tutti i disturbi osteo-articolari classici dei nostri giorni.
Se da un lato attività come lo step sono in grado di donare al corpo muscoli tonici e ben sviluppati, in particolare quelli delle cosce, glutei e addominali, dall’altro sovraccarica pesantemente la colonna vertebrale e tutte le articolazioni del corpo. I ripetuti saltelli, sali e scendi dal gradino e cambi di direzione sono molto impegnativi a livello articolare. Soprattutto nelle donne, che hanno una predisposizione genetica al paramorfismo iperlordotico lombare (accentuazione della curva naturale del tratto vertebrale lombare), l’uso frequente dello step potrebbe accentuare questa predisposizione creando fastidi alla schiena e scorretti atteggiamenti del corpo.


